Mercato del lavoro in crescita a gennaio
Gli occupati salgono a 24,18 milioni, trainati da dipendenti permanenti e autonomi, mentre la disoccupazione scende al 5,1%. Confcommercio: “Segnale positivo ma restano delle criticità”. Nel 2025 l’occupazione sale al 62,5%, la disoccupazione scende al 6,1%.

econdo i dati provvisori Istat (link al documento integrale in pdf), a gennaio 2026 l’occupazione in Italia mostra segnali di crescita. Il numero complessivo di persone occupate raggiunge i 24 milioni 181 mila, con un incremento rispetto al mese precedente. L’aumento interessa sia i dipendenti che gli autonomi: i lavoratori a tempo indeterminato sono 16 milioni 455 mila, quelli a termine 2 milioni 449 mila, mentre gli autonomi raggiungono i 5 milioni 277 mila.
Su base annua, rispetto a gennaio 2025, l’occupazione registra un incremento di 70 mila unità. Questo risultato è trainato dall’aumento dei dipendenti permanenti (+71 mila) e degli autonomi (+195 mila), mentre i dipendenti a termine diminuiscono di 196 mila unità. Anche i principali indicatori del mercato del lavoro evidenziano segnali positivi: il tasso di occupazione cresce al 62,6%, quello di inattività sale al 33,9%, mentre il tasso di disoccupazione scende al 5,1%.
Confcommercio: “Ulteriore segnale positivo per la nostra economia”
Commentando i dati del mercato del lavoro di febbraio, il direttore dell’Ufficio Studi, Mariano Bella, ha sottolineato che “il miglioramento registrato dal mercato del lavoro a gennaio è un ulteriore segnale di come la nostra economia sia entrata nel 2026 in modo sostanzialmente positivo. La crescita degli occupati – 80mila in più rispetto a dicembre – è la più consistente da aprile del 2024. La netta diminuzione delle persone in cerca di lavoro, con un tasso di
disoccupazione sceso al 5,1% – il valore più basso dall’inizio delle serie storiche
mensili e difficilmente immaginabile fino a pochi anni fa – costituisce una concreta
testimonianza di salute del sistema“. Ma secondo Bella è lunga e preoccupante la lista delle criticità. “La prima riguarda la continua revisione al ribasso delle stime precedenti. Alcuni mesi fa il numero di occupati nel complesso aveva superato i 24,3 milioni di unità. Dopo una serie di “crescite” congiunturali oggi il numero di occupati, ai massimi di sempre secondo le nuove stime, è pari a 24,18 milioni di unità”.
“La seconda criticità – ha aggiunto – riguarda la debolezza della componente femminile, con un tasso di partecipazione al mercato del lavoro che, dopo un periodo di crescita, sta lentamente riducendosi: a gennaio 2025 il tasso di attività delle donne era pari a 57,9%, valore sceso al 57% a gennaio 2026. Il tasso di partecipazione femminile nella fascia estesa 15-74 è in Italia patologicamente distante dai parametri europei (-12 punti circa)”. Particolare attenzione poi “va rivolta anche alla progressiva crescita degli inattivi, fenomeno che, negli ultimi mesi, ha interessato in misura particolare la fascia più giovane dell’occupazione (15-24 anni). Tale evidenza potrebbe certo sottendere la decisione di spostare in avanti nel tempo l’ingresso nel mondo del lavoro per migliorare la propria formazione, ma potrebbe essere frutto, almeno in parte, anche di fuoriuscite per scoraggiamento. Per una crescita stabilmente attorno all’1,5-2% è necessario correggere questi deficit. Sotto il profilo congiunturale, i conti trimestrali e le nuove indagini congiunturali sulle aspettative delle imprese confermano sia un finale dello scorso anno piuttosto soddisfacente sia un promettente inizio del 2026″.
Nel 2025 l’occupazione sale al 62,5%, la disoccupazione scende al 6,1%
Nella 2025 il numero di occupati è aumentato di 185mila unità (+0,8% annuo) e quello dei disoccupati e degli inattivi fra i 15 e i 64 anni è sceso rispettivamente di 88mila (5,3%) e di 58 mila, unità (-0,5%). Il tasso di occupazione 15-64 anni è salito al 62,5% (+0,3 punti rispetto al 2024) e quelli di disoccupazione e inattività sono arretrati rispettivamente al 6,1% (-0,4 punti) e al 33,3% (-0,1 punti). Lo ha comunicato l’Istat (link ai dati completi in pdf).